Le decisioni importanti vanno prese a cuor leggero.
Senza pensarci troppo. Seguendo semplicemente quanto ci indica l’istinto. Le decisioni giuste sono quelle che arrivano da sole. Quelle che passano in uno scintillio tra un pensiero e l’altro. Mentre siamo sotto la doccia, o mentre passeggiamo per strada. Le decisioni giuste arrivano da sole. Vengono a cercarci. Si mostrano, attendendo semplicemente che volgiamo loro lo sguardo. Perché sono frutto di una consapevolezza profonda che non riusciamo ancora totalmente ad afferrare. Ma sono quelle giuste. E quando arrivano lo sappiamo. Ce ne rendiamo conto in un istante. Sta a noi non perderle. Afferrarle. Farle nostre. Comprenderle. Seguirle. ©

Ci sono canzoni che sono come la neve nell’aurora. All’alba. In una mattina d’inverno. Mentre la guardi dalla finestra ti si scalda il cuore. Ti rassicura. E tutto quel bianco fa sparire ogni cosa, dentro di te e fuori. E poi ce ne sono altre. Crudeli. Che sono come tornare indietro all’età di tre anni e guardare il crepuscolo. E aver paura del buio. E sapere che il tuo papà, il tuo eroe non è in casa. Riaprono la porta del buio e vogliono inghiottirti. Ti trascinano. Ti graffiano a fondo e non vanno mai lontano da te.©

Profumi.
Ci stordiscono. La nostra mente ne è inevitabilmente impregnata. Si nascondono. Ben celati dalla superficialità dei nostri pensieri. Eppure sono lì. Ci investono nei momenti più impensabili, meno opportuni. Perché ogni cosa ha un suo profumo. Ogni emozione. Ogni ricordo. Ogni parola pronunciata, ascoltata. Ogni attimo vissuto. Ogni respiro. Ogni cosa ha un suo profumo. E per lei… per lei il dolore aveva il profumo degli alberi in fiore. Del sole. Della salsedine. Aveva il profumo della sabbia ardente. Del calore che brucia la pelle. Per lei. Per lei il dolore aveva il profumo dell’estate. E l’estate. L’estate profumava di un’assenza dolorosa e altalenante. Di attesa snervante. Di perdita. E l’assenza. Per lei l’assenza non aveva il profumo della notte, no. L’assenza aveva il profumo del sole a mezzogiorno. Quel sole caldo, splendente. Crudele. Quel sole sempre pronto a proiettarle davanti l’ombra di tutto il suo dolore. E la notte… la notte la cullava nel suo eterno abbraccio. La notte la teneva al sicuro dal sole.©
