Ci stordiscono. La nostra mente ne è inevitabilmente impregnata. Si nascondono. Ben celati dalla superficialità dei nostri pensieri. Eppure sono lì. Ci investono nei momenti più impensabili, meno opportuni. Perché ogni cosa ha un suo profumo. Ogni emozione. Ogni ricordo. Ogni parola pronunciata, ascoltata. Ogni attimo vissuto. Ogni respiro. Ogni cosa ha un suo profumo. E per lei… per lei il dolore aveva il profumo degli alberi in fiore. Del sole. Della salsedine. Aveva il profumo della sabbia ardente. Del calore che brucia la pelle. Per lei. Per lei il dolore aveva il profumo dell’estate. E l’estate. L’estate profumava di un’assenza dolorosa e altalenante. Di attesa snervante. Di perdita. E l’assenza. Per lei l’assenza non aveva il profumo della notte, no. L’assenza aveva il profumo del sole a mezzogiorno. Quel sole caldo, splendente. Crudele. Quel sole sempre pronto a proiettarle davanti l’ombra di tutto il suo dolore. E la notte… la notte la cullava nel suo eterno abbraccio. La notte la teneva al sicuro dal sole.©
